Mela è diuretica

Sì, la mela è un frutto diuretico, ricco di acqua (oltre l’85%) e potassio, ideale per contrastare la ritenzione idrica e favorire l’eliminazione delle tossine. Grazie all’alto contenuto di pectina (fibra solubile) e sorbitolo, aiuta a regolarizzare l’intestino e a depurare l’organismo. È raccomandato consumarla con la buccia per massimizzare i benefici. Ecco i dettagli principali sulle proprietà della mela: È ottima come spuntino spezza-fame grazie al suo potere saziante e all’apporto di fibre e vitamine.
Cos’è il miele grezzo

un prodotto lontano da quello industriale.Conosciuto anche come miele crudo, non subisce la pastorizzazione a cui viene sottoposta la maggior parte delle versioni commerciali che si trovano al supermercato, mantenendo al meglio le qualità organolettiche originarie. Ormai è cosa nota: quando si parla di “miele”, il termine più adatto sarebbe “mieli”, al plurale. Questo andrebbe fatto per sottolineare quanto vasto (e affascinante) sia questo universo, dove a essere protagonista è l’incessante lavoro delle api, utile per realizzare un alimento prelibato fin dall’antichità, ma soprattutto fondamentale per preservare la biodiversità di un territorio (come ad esempio il miele di montagna), tra fiori, piante e alberi da cui ricavare il prezioso nettare. Esistono varietà diverse di miele a seconda della materia prima, ma anche della lavorazione: ed è qui che entra in scena il miele grezzo, un prodotto che già dal nome ci fa capire essere il più vicino possibile all’originale. Vediamo che cos’è e perché viene considerato migliore. Che cos’è il miele grezzo e quali sono le sue caratteristicheIl miele grezzo, noto anche come crudo, è quel miele che viene estratto direttamente dall’alveare e invasettato con interventi minimi, mantenendo intatte le sue componenti naturali. In particolare, non subisce la pastorizzazione, ovvero un trattamento termico ad alta temperatura utilizzato a livello industriale per rendere il prodotto più fluido, stabile e visivamente uniforme. Inoltre, al suo interno può contenere ancora particelle di polline, propoli, cera d’api e pappa reale in quanto non viene microfiltrato: non si tratta, infatti, di impurità – come pezzetti di legno o altri corpi estranei che vengono eliminati – ma di elementi che contribuiscono sia al suo profilo nutrizionale sia alla sua complessità aromatica. Proprio per queste caratteristiche, il miele grezzo tende a cristallizzare più rapidamente. La cristallizzazione non è un difetto, ma un fenomeno legato alla proporzione tra i due zuccheri presenti nella sua composizione originale: quando il glucosio è in percentuale maggiore rispetto al fruttosio, essendo meno solubile, ecco che porta il nettare a solidificarsi più velocemente, così da avere dei mieli naturalmente più liquidi (come per esempio quello di acacia) e altri più compatti. Dal punto di vista delle proprietà, sappiamo che il miele è un concentrato di benessere. Proprio a quello grezzo vengono attribuiti benefici maggiori, conservando una quantità superiore di composti bioattivi, dato che non viene esposto al calore elevato durante la sua lavorazione: al suo interno troviamo quindi più disponibilità di antiossidanti, acidi fenolici, enzimi digestivi, sali minerali come potassio, calcio, ferro, magnesio, vitamine del gruppo B e vitamina C, che contribuiscono a renderlo un alleato per il nostro organismo. Miele grezzo e miele pastorizzato: quali sono le differenzePer comprendere nello specifico cosa sia il miele crudo, è utile metterlo a confronto con il miele pastorizzato, ovvero quello più diffuso tra gli scaffali della grande distribuzione. Il miele commerciale subisce generalmente un processo di riscaldamento che supera i 60-70 °C. Lo conosciamo con il termine di pastorizzazione e si applica per diverse ragioni: rallentare la cristallizzazione, rendendo il prodotto più accattivante, e neutralizzare eventuali microrganismi pericolosi per la salute, che vengono distrutti con le alte temperature. Tuttavia, sappiamo che il calore può ridurre significativamente la presenza di enzimi e altre componenti sensibili all’aumento dei gradi, alterando in parte le caratteristiche originarie del miele. Il miele grezzo, invece, è quello che segue una filiera più corta e una manipolazione non invasiva: dopo l’estrazione dai favi, si filtra in modo grossolano per rimuovere possibili residui e poi viene trasferito nei barattoli. È il prodotto artigianale che passa dalle mani dell’apicoltore a quelle del consumatore, nei mercati o nelle piccole realtà a vendita diretta e che riflette maggiormente il profilo del territorio in cui è stato realizzato, rispetto alla maggiore standardizzazione di quello pastorizzato industriale. Da sapere: il miele crudo non presenta i rischi del latte crudo o delle uova crude, in quanto la sua composizione (povero di acqua, altissima presenza di zuccheri, più dell’80%, e un pH acido) rappresenta un ambiente ostile per la proliferazione dei batteri. L’unica accortezza riguarda i bambini sotto i 12 mesi, e coinvolge il miele in generale: all’interno potrebbero esserci spore di Clostridium botulinum, un batterio che il sistema digestivo degli adulti è in grado di inattivare. Nei lattanti, invece, l’intestino non è ancora completamente formato, con la possibilità di contrarre il botulismo infantile, una pericolosa, seppur rara, intossicazione. Miele grezzo: come riconoscerlo?Il miele è uno dei prodotti più popolari, usato come dolcificante naturale o come ingrediente in cucina, nelle torte o nelle salse: acquistarlo di qualità non è però così immediato, in quanto è un alimento spesso soggetto ad adulterazioni con relative frodi. L’etichetta, in questo frangente, ancora non aiuta pienamente a orientarsi, ma la legge sta facendo dei passi avanti in favore degli apicoltori europei ed italiani, limitando le possibilità di contraffazione e, di conseguenza, agevolando anche il consumatore nella scelta. Se si tratta di miele crudo o grezzo, viene specificato con questa dicitura, mentre un generale riferimento a un “miele naturale” è poco affidabile. In una recente indicazione europea, contenuta nella cosiddetta “Direttiva breakfast”, in quanto coinvolge cibi legati alla colazione come succhi di frutta e confetture, il trattamento termico del miele è un punto molto importante: qui si stabilisce che le temperature superiori ai 40 °C (± 5 °C), possono degradare alcune componenti essenziali del nettare, in particolare l’invertasi, un enzima che viene usato anche come indicatore di qualità del prodotto. Per questo, si sta valutando l’introduzione di etichette più trasparenti, per esempio con la dicitura “miele riscaldato” se quest’ultimo viene lavorato oltre la soglia appena citata. 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Spermidina, la molecola che mantiene giovani

Dai broccoli al tè verde, i cibi che ne contengono di più di Camilla Sernagiotto Uno studio della rivista Nature Cell Biology conferma i benefici della molecola detta spermidina, di cui sono state rivelate proprietà anti invecchiamento. Scoperta nel 1678 nel seme maschile (da cui prende il nome), questa sostanza si trova in molti alimenti Uno studio della rivista mensile Nature Cell Biology, che pubblica ricerche in tutti i settori della biologia cellulare, conferma i benefici della spermidina, una molecola di cui sono state rivelate proprietà anti invecchiamento. Tecnicamente, la spermidina è la poliammina predominante, un composto biologico presente in tutte le cellule umane. È derivata dal suo precursore putrescina o dalla degradazione della spermina. Scoperta nel 1678 nel seme maschile (da cui prende il nome), la spermidina si trova anche in molti alimenti. Dai broccoli al cavolfiore fino a certi formaggi, sono molti i cibi in cui è presente questa sostanza dall’effetto antiage. Prima di scoprire in quali alimenti trovarla, partiamo dal perché questa molecola susciti tanto interesse nella comunità scientifica e anche in chi vorrebbe trovare un alleato della longevità. Il motivo sta nel fatto che la spermidina si comporta come una specie di «spazzino» delle cellule, attivando l’autofagia, ossia il processo grazie al quale le cellule sono in grado di liberarsi di componenti che risultano danneggiati. Lo studio del magazine Nature Cell Biology rivela che per aumentare i livelli di spermidina serve il digiuno. Durante l’assenza di ingestione di cibo, infatti, i livelli di spermidina aumentano anche del 50 per cento in soli 4-5 giorni. Un dato eclatante visto che con il passare del tempo le cellule tendono ad accumulare molti componenti danneggiati. Oltre al digiuno, esistono anche alimenti che contengono spermidina. Ecco quali sono. Dai broccoli al tè verde Un alimento molto ricco di spermidina? Il broccolo. Oltre a fornire molti nutrienti, i broccoli (così come le altre verdure crucifere) contengono una buona quantità di spermidina. Per la precisione, i broccoli forniscono 32,4 mg di spermidina per ogni chilogrammo. Anche nel tè verde, potente antiossidante, ci sono alti livelli di spermidina: 38,1 mg per chilogrammo. Il germe di grano tra le fonti più ricche Per quanto riguarda la spermidina, il germe di grano è la fonte top. Per ogni chilogrammo, infatti, il germe di grano fornisce 350 mg di spermidina. Insieme al germe di grano, spicca come fonte di questa sostanza la soia, il cui contenuto di spermidina è compreso tra 167 e 291 mg per kg. Per gli amanti della cucina esotica, la spermidina è abbondante nel natto giapponese e nel tempeh, entrambi a base di soia. E poi nei funghi — come lo Shimeji nero e gli shitake — con oltre 120 mg di spermidina per ogni chilogrammo. Seguono i cereali integrali, i formaggi stagionati (come il cheddar), i peperoni verdi e le pere. La spermidina è generalmente abbondante nella dieta mediterranea: un motivo in più per scegliere questo tipo di alimentazione purché sia correttamente interpretata. Lenticchie, ceci, agrumi e frutti tropicali Molte tipologie di legumi, come i ceci e i fagioli neri, sono ricchi di spermidina. Ma i piselli verdi sono quelli che ne apportano di più, fornendo oltre 50 mg per kg. Da non sottovalutare, sono anche le lenticchie. Ci sono poi i frutti tropicali, come il mango, il frutto della passione e l’ananas, che sono un’ottima fonte di spermidina. Il cui contenuto nei vari frutti varia in modo significativo. Ad esempio, il mango contiene più di 10 mg/kg. Anche gli agrumi sono importanti nell’alimentazione di chi vuole fare scorta di spermidina: le arance ne contengono più di 90 mg/kg. Molto ricchi si rivelano anche i pompelmi. Carni e fegati? Poveri di spermidina ma ricchi di spermina Alcune carni come il manzo e altri prodotti a base di carne si rivelano poveri di spermidina, tuttavia sono un’ottima fonte del suo precursore, la spermina. La carne di manzo, ad esempio, fornisce quasi 5 mg di spermidina ma più di 40 mg di spermina per chilogrammo. I fegati sono un’altra ottima fonte di spermidina (e i livelli di spermidina più alti si trovano nei fegati di tori e mucche). Nel fegato di maiali, polli e mucche si può trovare un contenuto di spermidina compreso tra 32 e 161 mg kg-1. Patate e pepe verde Le patate non sono l’alimento più ricco di spermidina in circolazione, però bisogna considerare che sono una fonte importante: le patate cotte e le patatine fritte forniscono da 15,8 a 39,9 mg di spermidina per ogni chilogrammo. E se sulle patate si mettesse un po’ di pepe verde, allora la scorta di spermidina aumenterebbe: il pepe verde, infatti, è particolarmente ricco di spermidina, con un contenuto di oltre 90 mg/kg. 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Tisana depurativa alle foglie d’Ulivo

Le foglie d’olivo sono un patrimonio di benessere, che compare già nel libro di Ezechiele (47:12), dove si legge: “il frutto sarà per nutrimento e la foglia per medicina”. Non sappiamo se il Profeta pensasse davvero all’olivo, ma l’associazione è suggestiva. Le foglie sono ricche di oleuropeina, un polifenolo dalle proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e regolatrici del metabolismo; è una molecola che l’olivo produce per proteggersi e che, una volta assunta dall’uomo, offre diversi effetti fisiologici interessanti.L’azione depurativa delle foglie sostiene i naturali processi di eliminazione delle tossine, favorendo la funzionalità epatica e renale.L’oleuropeina contribuisce anche a mantenere i vasi sanguigni più elastici e leggermente dilatati, facilitando un flusso sanguigno più fluido; un sostegno delicato, che spiega perché le foglie siano state usate per secoli come aiuto naturale per l’equilibrio pressorio.Alcune ricerche indicano che l’oleuropeina può favorire una migliore risposta all’insulina, contribuendo a mantenere la glicemia più stabile. Non è un effetto farmacologico, ma un aiuto fisiologico che si integra con uno stile di vita equilibrato.L’azione antinfiammatoria deriva dalla capacità dell’oleuropeina e dell’idrossitirosolo di contrastare i radicali liberi, riducendo lo stress ossidativo che affatica cellule e tessuti. È un sostegno utile nei periodi di stanchezza, stress o cambi di stagione.A completare il quadro c’è un leggero effetto diuretico, infatti, le foglie favoriscono un drenaggio costante e delicato, aiutando a ridurre gonfiori e sensazione di pesantezza.Proprio grazie a queste virtù, nel tempo si sono sviluppati modi semplici e quotidiani per utilizzare le foglie d’olivo. Le ricette che seguono appartengono alla tradizione rurale mediterranea e rappresentano un modo concreto per trasformare un materiale spesso considerato “di scarto” in un ingrediente prezioso. Tisana depurativa alle foglie d’olivo Portare l’acqua a ebollizione, aggiungere le foglie e lasciare sobbollire 8–10 minuti. Spegnere il fuoco e lasciare riposare altri 5 minuti. Il gusto è amarognolo, tipico dei principi attivi. Una tisana semplice, immediata, e un modo intelligente per valorizzare le foglie raccolte durante la potatura, trasformando un sottoprodotto agricolo in un infuso di benessere. Liquore alle foglie d’olivo Mettere foglie e scorza in un vaso di vetro e coprire con l’alcool. Lasciare macerare 15 giorni, agitando ogni due giorni. Preparare uno sciroppo con acqua e zucchero, lasciarlo raffreddare e unirlo al macerato. Riposare altri 15 giorni. Si ottiene un liquore aromatico, con note verdi e agrumate, perfetto come digestivo o come prodotto identitario in agriturismo. Acquisti sicuri garantiti da Ulivita Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.Grazie
Banane e loro proprietà

A cosa fanno bene le banane? La banana è una buona fonte di vitamine, minerali (in particolare potassio), fibre e fitosteroli ed è caratterizzata da un basso indice glicemico. Da queste sue proprietà derivano vantaggi per il sistema cardiovascolare, per la digestione e per l’alimentazione di chi pratica sport di resistenza. Quando è il momento migliore per mangiare la banana? Al mattino, la banana è ideale per la colazione. Ricca di potassio, carboidrati complessi e acqua, rappresenta una carica energetica graduale perfetta per iniziare la giornata. Lo zucchero contenuto al suo interno viene infatti rilasciato lentamente, e aumenta il senso di sazietà. Quante banane si possono mangiare al giorno? La quantità consigliata può variare, ma una o due banane al giorno possono già contribuire positivamente a una dieta equilibrata. Presta sempre attenzione alle reazioni del tuo corpo. Una banana può essere la quantità giusta per una persona, mentre un’altra può sentirsi bene con 3 banane nel corso della giornata. Perché la banana fa bene allo stomaco? Per l’alto contenuto di fibre, mangiare regolarmente banane mature aiuta a ripristinare il corretto funzionamento dell’intestino migliorando così il transito intestinale ed evitando l’assunzione di lassativi. Le vitamine del complesso B e il magnesio hanno un effetto distensivo su tutto il sistema nervoso. La banana fa bene la sera? Banane e mandorle Le banane sono anche ricche di potassio, che può migliorare la qualità del sonno soprattutto nelle donne. La banana fa crescere i muscoli? Ogni sportivo o chiunque pratichi in maniera intensa attività fisica, non può fare a meno della banana. La banana è un ottimo alleato dell’atleta, in quanto il potassio che contiene al suo interno agisce sulla contrazione muscolare. Acquisti sicuri garantiti da Ulivita Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.Grazie
Pistacchi loro proprietà

I pistacchi sono un alimento molto nutriente, ricco di grassi sani, proteine e fibre, e sono anche ricchi di vitamine (E, C, gruppo B, A) e minerali (potassio, fosforo, magnesio, calcio, zinco, selenio, ferro, sodio), fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo. Quali sono i benefici dei pistacchi? Secondo studi scientifici alcune delle molecole presenti nel pistacchio possono proteggere la salute cardiovascolare; in particolare, sembra che questi semi possano essere utili contro l’ipercolesterolemia e che possano esercitare effetti antinfiammatori. Quanti pistacchi al giorno fanno bene? 30 grammi al giorno sono la dose di pistacchi consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il momento ideale per consumare questo ottimo snack è, infatti, a merenda. Anche gli sportivi possono beneficiare del loro ottimo apporto energetico e nutrizionale. Mangiare pistacchi prima di dormire? Pistacchi: una scelta naturale contro l’insonnia Ma nella nostra ricerca di opzioni alimentari naturali in grado di regolare il ciclo veglia sonno, abbiamo aggiunto i pistacchi. Proprio così! Questa frutta secca è un’ottima fonte di melatonina e a confermarlo è una ricerca condotta alla Lousiana State University. Quando non mangiare i pistacchi? I valori nutrizionali del pistacchio sono alti, così come il loro contenuto calorico, che apporta anche molta energia, ma è sicuramente l’aspetto che più deve portarci a moderarne l’assunzione: devono tassativamente consumarli con moderazione coloro che soffrono di obesità e, se ipertesi, è meglio non assumere pistacchi Indipendentemente dalla varietà consumata, i pistacchi sono un vero e proprio concentrato di benessere. Ad oggi sono venduti in modalità e formati differenti: oltre al classico frutto in guscio, è possibile acquistare pistacchi sgusciati, pistacchi tostati (salati o dolci), farine e granelle, pronti a tutti gli usi. Ed ecco perché fanno bene: Acquisti sicuri garantiti da Ulivita Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.Grazie
Ceci e Uova insieme

Sì, ceci e uova vanno molto bene insieme, sia dal punto di vista culinario che nutrizionale. Rappresentano una combinazione proteica, gustosa e versatile, ottima per piatti unici, insalate calde o fredde e ricette sfiziose. Ecco perché abbinarli e come prepararli: Perché ceci e uova sono un buon abbinamento I ceci sono verdure o proteine? Tale alimento, al contrario di come molti pensano, non deve essere considerato un ortaggio. A differenza delle verdure infatti, i legumi sono un’importante fonte energetica in quanto contengono una percentuale di proteine e carboidrati nettamente superiore ed hanno un contenuto inferiore di acqua. Idee per ricette (Ceci + Uova) Consigli per la digestione Sebbene l’abbinamento sia ottimo, essendo due alimenti ricchi di proteine, può risultare un pasto piuttosto consistente. Se si soffre di problemi intestinali come la colite, è consigliabile non esagerare con le porzioni. Acquisti sicuri garantiti da Ulivita Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.Grazie
Succo di Sedano

Purifica il sangue, la pelle, i reni, il fegato e il pancreas. Ecco come… Scopri di più Il succo di sedano è riconosciuto come un ottimo disintossicante naturale e tonico per il fegato, grazie alle sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e disintossicanti. Consumato a stomaco vuoto, stimola la produzione di bile e favorisce l’eliminazione delle tossine accumulate. Benefici del succo di sedano per il fegato: – Proprietà disintossicanti: aiuta ad eliminare le tossine e le scorie dal fegato. – Proprietà antinfiammatorie: contiene apigenina e luteolina, che riducono l’infiammazione del fegato. – Stimolazione della produzione di bile: migliora la digestione dei grassi e facilita l’eliminazione delle scorie. – Protezione antiossidante: combatte i danni ossidativi alle cellule epatiche. – Supporto digestivo generale: favorisce la digestione e previene l’accumulo di grassi nel fegato. ingredienti: – 4 o 5 gambi di sedano fresco. – ½ limone (facoltativo, aumenta l’effetto detox). – 250 ml di acqua. Preparazione: 1. Lavare accuratamente i gambi di sedano. 2. Tagliateli a pezzi e metteteli nel frullatore. 3. Aggiungere l’acqua e, se lo si desidera, il succo di mezzo limone. 4. Frullare fino a ottenere un composto liscio. Precauzioni – Questo prodotto non sostituisce il trattamento delle malattie del fegato. Le persone con problemi renali o che assumono diuretici devono consultare un medico prima di consumare questo prodotto. Acquisti sicuri garantiti da Ulivita Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.Grazie
Olio di semi di canapa

Alimento L’olio di semi di canapa è un alimento nutriente, ricco di Omega-3 e Omega-6, vitamine e minerali, con un sapore delicato di nocciola. Si usa principalmente a crudo per condire insalate, verdure, zuppe e pasta, ma non è adatto per friggere ad alte temperature a causa del suo basso punto di fumo. È un ottimo integratore per il benessere generale, supportando sistema immunitario, cuore e pelle, e non ha effetti psicoattivi. Utilizzo in cucina Benefici principali Come assumerlo Differenza con olio CBD Acquisti sicuri garantiti da Ulivita Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.Grazie
Ceci e amido resistente

I ceci: legumi antichi I ceci sono un’ottima fonte di amido resistente, un tipo di amido che resiste alla digestione nell’intestino tenue e agisce come fibra prebiotica, nutrendo il microbiota intestinale e producendo butirrato. Il loro alto contenuto di amido resistente e amilosio, unito a una bassa carica glicemica, aiuta a controllare la glicemia, la sazietà e il colesterolo, rendendoli ideali per chi soffre di diabete di tipo 2. Ecco i dettagli chiave sull’amido resistente nei ceci: Oltre all’amido resistente, i ceci sono ricchi di proteine, fibre solubili, vitamine e minerali. I ceci sono glicemici? Sicuramente, i legumi fanno parte degli alimenti con basso indice glicemico, rientrano cioè fra quegli alimenti che provocano innalzamenti molto contenuti della glicemia e che quindi possono essere consumati abbastanza liberamente anche in presenza di patologie come il diabete. Caratteristiche nutrizionali Il cece (Cicer arietinum L.) è una buona fonte di carboidrati e proteine e la qualità delle proteine è considerata migliore rispetto ad altri legumi. Questo legumi ha infatti una quantità significativa di tutti gli amminoacidi essenziali tranne quelli contenenti zolfo, che possono essere completati abbinandoli ai cereali. Legumi e cereali insieme, infatti, rappresentano un ottimo piatto unico ricco di proprietà, ma anche bilanciato. L’amido è il principale carboidrato di stoccaggio seguito da fibre alimentari, oligosaccaridi e zuccheri semplici come glucosio e saccarosio. Sebbene i lipidi siano presenti in quantità ridotte, il cece è ricco di acidi grassi insaturi nutrizionalmente importanti come linoleico e oleico acidi b-sitosterolo, campesterolo e stigmasterolo sono importanti steroli presenti nell’olio di ceci. Sono presenti anche Ca, Mg, P e, soprattutto K. Apportano una buona fonte di importanti vitamine come riboflavina, niacina, tiamina, folati e il precursore della vitamina A, b-carotene. Come per altri legumi, anche i semi di ceci contengono fattori anti-nutrizionali che possono essere ridotti o eliminati da diversi tecniche di cottura. Acquisti sicuri garantiti da Ulivita Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.Grazie