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Acacia albero proprietà e indicazioni

L’Acacia, Acacia Senegal (sinonimo di Senegalia Senegal, Mimosa Senegal, Acacia trispinosa) è un albero o arbusto spinoso alto fino a 8-10 metri, appartenente alla famiglia delle Fabaceae (o Leguminose o Papilionacee), originaria dell’Africa tropicale, ma attualmente diffusa anche in altre zone dal clima tropicale, come in Medio Oriente, India, Pakistan.Il tronco ha la corteccia color marrone chiaro-giallastro, con rami che portano tipicamente 3 spine alla base, foglie bipennate alterne decidue, fiori riuniti in spighe di colore giallo dorato per effetto della predominanza degli stami gialli sui petali bianchi; il frutto è un legume piatto lineare, con semi tondi appiattiti marrone scuro. Proprietà e Indicazioni La droga, cioè la parte di pianta contenente i principi attivi, è l’essudato gommoso che geme dalla corteccia, come reazione alle incisioni superficiali (che non danneggiano il legno sottostante), una resina commestibile denominata “gomma arabica”, con riferimento al nome botanico della pianta.L’essudato si può ricavare anche da altre specie di Acacia come Acacia seyal, A. catechu, A. arabica, A. horrida.La gomma arabica è un polisaccaride solubile in acqua, calda o fredda, che forma soluzioni colloidali, contenente polisaccaridi ramificati, come arabinosio, ramnosio, acido glucuronico, galattosio, e inoltre tannini e mucillagini.A scopo terapeutico si usa la polvere, inodore e insapore, tal quale o in compresse o emulsioni, anche in associazione ad altre sostanze fitoterapiche, utili come protettivo per il benessere delle mucose intestinali e di tutto l’apparato gastroenterico in presenza di irritazioni, per la sua azione emolliente e antinfiammatoria, blandamente e dolcemente lassativa, antiacida.La polvere di fibra di Acacia svolge un’attività prebiotica favorendo lo sviluppo della flora batterica intestinale in caso di disbiosi, e per questa proprietà può essere associata come prebiotico ai fermenti lattici probiotici.Se ingerita in quantità opportuna e accompagnata da un’adeguata quantità di acqua, la fibra di Acacia forma nello stomaco una massa idratata che aumenta il potere saziante del pasto e rallenta lo svuotamento gastrico, e, giunta nell’intestino, favorisce le fisiologiche funzioni intestinali, proprietà utile in particolare in presenza di diverticoli e come coadiuvante per rieducare un intestino assuefatto a lassativi drastici; riduce inoltre l’assorbimento dei carboidrati e dei grassi, che ingloba in parte nella sua massa gelatinosa, migliorando il profilo metabolico e costituendo un valido aiuto per chi segue una dieta dimagrante.La fibra di Acacia è tradizionalmente utilizzata nella medicina popolare anche come lenitivo, espettorante e antitussivo in caso di tosse con catarro, per le infiammazioni del cavo orale, e contro la diarrea.È utilizzata anche nell’industria alimentare e dolciaria come gelificante, stabilizzante ed emulsionante, nella produzione di caramelle e bibite.In cosmesi, la gomma arabica è usata per la preparazione di creme, unguenti, balsami, emulsioni, come stabilizzante e per le sue proprietà emollienti e antinfiammatorie, utili per lenire scottature e arrossamenti della pelle irritata, oltre che come antirughe per l’effetto tensore, levigante e rassodante, ad effetto lifting per la pelle del viso, della quale migliora la compattezza e l’idratazione. Dott.ssa Marina Multineddu Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.

EVO ANTIOSSIDANTE

L’extra vergine esercita un’azione tessuto-specifica quando somministrato in vivo, ma solo quando l’olio ha un alto contenuto fenolico, fonte nutrizionale di antiossidanti L’olio extra vergine d’oliva ha un ruolo predominante nella dieta dei paesi mediterranei. Secondo un claim salutistico approvato dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, l’olio protegge contro la perossidazione lipidica indotta dallo stress ossidativo nel sangue umano, quando contiene almeno 5 mg di idrossitirosolo e suoi derivati per 20 g. Tuttavia, gli studi riguardanti gli effetti del totale di biofenoli sullo stato redox in vivo sono scarsi e o osservazionali e non forniscono un quadro olistico della loro azione nei tessuti. Dopo una serie di test di screening in vitro, un extra vergine contenente biofenoli a 800 mg/kg è stato somministrato per 14 giorni a ratti Wistar maschi ad una dose corrispondente a 20 g di extra vergine al giorno per gli esseri umani. I nostri risultati hanno mostrato che l’extra vergine ha rafforzato il profilo antiossidante del sangue, del cervello, del muscolo e dell’intestino tenue, ha indotto lo stress ossidativo nella milza, nel pancreas, nel fegato e nel cuore, mentre nessun effetto distinto è stato osservato nel polmone, nel colon e nel rene. L’olio, sebbene sia considerato una fonte nutrizionale ricca di antiossidanti, esercita un’azione specifica sui tessuti quando somministrato in vivo. By Teatro Naturale Bibliografia Paraskevi Kouka, Fotios Tekos, Zoi Papoutsaki, Panagiotis Stathopoulos, Maria Halabalaki, Maria Tsantarliotou, Ioannis Zervos, Charitini Nepka, Jyrki Liesivuori, Valerii N. Rakitskii, Aristidis Tsatsakis, Aristidis S. Veskoukis, Demetrios Kouretas, Olive oil with high polyphenolic content induces both beneficial and harmful alterations on rat redox status depending on the tissue, Toxicology Reports, Volume 7, 2020, Pages 421-432, ISSN 2214-7500 Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.

Cosa significa spremitura a freddo?

Quando si parla di olio extravergine di oliva di qualità, una delle espressioni che ricorre più spesso è: “spremuto a freddo”. Ma cosa significa davvero?È solo una trovata di marketing o rappresenta un vero valore aggiunto? In 
questo articolo facciamo chiarezza su cos’è la spremitura a freddo, perché è così importante e quali sono i benefici della spremitura a freddo per la 
nostra salute e per il gusto. Spremitura a freddo: definizione tecnica La spremitura a freddo è un metodo di estrazione dell’olio che non supera mai i 27°C durantela fase di lavorazione. Questo limite è fondamentale per preservare intatti i composti aromatici e nutrizionali dell’olio. 
Nel concreto, significa che:
 – Le olive vengono frante meccanicamente (senza l’uso di solventi o processi chimici)
 – Il tutto avviene a bassa temperatura, evitando il surriscaldamento della pasta d’olio 
È proprio questo che rende un olio veramente extravergine: naturale, integro, vivo. I benefici della spremitura a freddo
  Ma perché è così importante scegliere un olio spremuto a freddo?Ecco i principali vantaggi: 1. Mantiene più antiossidanti naturali
 La spremitura a freddo preserva i polifenoli, sostanze preziose che 
proteggono le cellule dallo stress ossidativo. Sono responsabili del gusto 
amaro-piccante tipico degli oli di qualità. 2. Migliore profilo nutrizionale
 Conservando vitamine (come la E) e acidi grassi buoni (come l’acido oleico), 
l’olio spremuto a freddo supporta la salute cardiovascolare e aiuta a regolare il colesterolo. 3. Gusto autentico e complesso I profumi di erba fresca, carciofo, mandorla o pomodoro verde sono più intensi
e riconoscibili. Perfetto per l’uso a crudo, esalta ogni piatto senza coprirne i sapori. 4. Durata e stabilità maggiori
 Grazie all’alto contenuto di antiossidanti, l’olio estratto a freddo si conserva 
più a lungo senza irrancidire, se tenuto lontano da luce e calore. Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886Oppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.Grazie

Carruba il Cioccolato dei poveri

C’è un frutto che la Puglia ha quasi dimenticato. Cresce su un albero che non chiede acqua, resiste al sole di agosto e può vivere fino a cinquecento anni. Si chiama carruba. La polpa è scura, dolciastra, e per generazioni è stata chiamata “il cioccolato dei poveri”. Una volta raccolta, la carruba viene essiccata, sminuzzata e trasformata in una polvere simile al cacao. Con quella farina si preparano ancora i mostaccioli della tradizione contadina. Poi c’è lo sciroppo: denso, scuro, aromatico. Per decenni è stato usato nelle case come rimedio contro tosse e mal di gola. Non solo in Puglia. In molte aree del Mediterraneo la carruba è stata utilizzata per secoli anche nella medicina popolare, dagli antichi egizi fino alle comunità berbere del Nord Africa. Oggi diversi studi scientifici stanno rivalutando le proprietà nutrizionali della carruba. È ricca di fibre insolubili, polifenoli e inositolo. Alcune ricerche associano il suo consumo a effetti positivi sul controllo glicemico, sul colesterolo e sul metabolismo lipidico. Ma c’è anche un altro aspetto centrale: il carrubo ha un impatto ambientale bassissimo. Non richiede irrigazione intensiva, cresce in terreni difficili e necessita di pochissimi trattamenti chimici. Un modello agricolo che oggi rientrerebbe perfettamente nei principi della One Health. Dietro la carruba c’è anche una storia antichissima. I suoi semi, considerati estremamente uniformi nel peso, venivano usati come unità di misura per l’oro e le pietre preziose. Da lì deriva il termine “carato”. Nelle campagne pugliesi i semi venivano lanciati a mano lungo i terreni: attecchivano lentamente e davano vita ad alberi destinati a restare in piedi per secoli. In Puglia il carrubo è considerato così importante da essere tutelato anche dalla legge. L’articolo 18 della Legge Regionale n. 14 del 4 giugno 2007 protegge gli esemplari monumentali e secolari, vietandone l’abbattimento salvo autorizzazioni specifiche. Tornare alla carruba oggi significa recuperare insieme alimentazione, memoria agricola e paesaggio mediterraneo. Tre elementi che nel Sud Italia hanno sempre camminato insieme. Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.

Aglio e allicina

perché la scienza continua a studiarli L’aglio è apprezzato da secoli nella tradizione alimentare, ma oggi la ricerca moderna sta approfondendo sempre di più il ruolo del suo composto più noto: l’allicina. L’allicina è una sostanza ricca di zolfo che si libera soprattutto quando l’aglio fresco viene schiacciato, tritato o tagliato. Diversi studi di laboratorio hanno osservato che questo composto può mostrare un’interessante attività contro alcuni batteri dannosi, compresi ceppi come MRSA, E. coli, Salmonella e Pseudomonas, soprattutto in un periodo in cui la resistenza agli antibiotici rappresenta una preoccupazione crescente a livello mondiale. La ricerca ha inoltre valutato i possibili effetti dei composti dell’aglio anche in ambito oncologico. In studi condotti in laboratorio, alcuni derivati dell’aglio hanno mostrato la capacità di favorire l’apoptosi, cioè un naturale processo di autodistruzione cellulare, in diverse linee di cellule tumorali, mantenendo in molti casi un impatto più limitato sulle cellule sane in condizioni controllate. Non meno importante è il possibile legame tra aglio e salute cardiovascolare. Alcuni studi suggeriscono che i composti organosolforati presenti nell’aglio possano contribuire al benessere del cuore, influenzando la produzione di colesterolo, contrastando lo stress ossidativo e supportando la salute delle arterie. Un dettaglio spesso sottovalutato riguarda la preparazione: cuocere l’aglio ad alte temperature può ridurre la formazione di allicina. Per questo, schiacciare l’aglio crudo e lasciarlo riposare per qualche minuto prima di consumarlo può aiutare a renderne più disponibile il composto attivo. Anche l’estratto di aglio invecchiato è oggetto di interesse, perché potrebbe offrire alcuni benefici cardiovascolari e di supporto immunitario in una forma più stabile. La ricerca sull’aglio e sull’allicina continua, soprattutto per comprenderne meglio il potenziale in ambito antimicrobico, cardiovascolare e nei futuri studi clinici. Contenuto a solo scopo informativo. Non sostituisce il parere medico. Prima di modificare la propria alimentazione o assumere integratori, è sempre consigliato consultare il medico. Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.

Vantaggi del Marketplace

Un marketplace (letteralmente “luogo di mercato”) è una piattaforma digitale che mette in contatto venditori e acquirenti, consentendo a più aziende di offrire prodotti e servizi all’interno dello stesso spazio online.Può essere considerato l’equivalente virtuale di un Centro Commerciale o di una Fiera espositiva dove diversi negozi, dello stesso settore, operano sotto un’unica infrastruttura.I due marketplace più famosi in Europa sono Amazon e eBay, per fare un esempio. Marketplace vs. E-commerce: Le Differenze Anche se vengono spesso confusi, il modello di business è diverso: I Vantaggi: Per i clienti Per i venditori In conclusione il marketplace è una valida opportunità per far crescere rapidamente il business di un’azienda perché permette di presentare i propri prodotti/servizi a milioni di utenti potenzialmente interessati riducendone le spese legate al marketing ed alla creazione e mantenimento di un proprio shop online. Marketplace verticali: specializzati in un settore specifico.Esempio: Ulivita per il settore olivicolo >MarketplaceUlivita presenza nel Mondo >Google Analitycs Maps Come partecipare L’importanza dell’immagine. L’immagine è fondamentale per attrarre il compratore, prima si guarda e poi eventualmente si degusta. Una immagine chiara, corretta, onesta, semplice crea subito empatia, fiducia nel compratore che lo rende disponibile all’acquisto. Fare squadra è la chiave per il successo.

Vitamine del gruppo B

quali sono, ruoli e funzioni Vitamina B: cos’è, a cosa serve e dove si trova Le vitamine B, dette anche “vitamine energetiche” in quanto contribuiscono al rilascio di energia dal cibo, sono nutrienti indispensabili la cui assunzione è fondamentale per il benessere del nostro organismo, esse infatti svolgono numerosissime funzioni vitali. Dal momento che il corpo umano non è in grado di sintetizzarle in autonomia, è importante assumere le vitamine del gruppo B quotidianamente con una dieta sana e variegata. Le vitamine B si trovano in diversi alimenti come cereali, legumi, verdure a foglia verde, ma anche in quelli di origine animale come il latte e i suoi derivati, le uova, le carni e i pesci. Le vitamine B sono 8: la tiamina (B1), la riboflavina (B2), la niacina (B3), l’acido pantotenico (B5), la vitamina B6, la biotina (B8), l’acido folico (B9), la cobalamina (B12). Ciascuna vitamina svolge una precisa funzione all’interno del nostro organismo. Sintomi della carenza di vitamina B I sintomi da carenza di vitamine del gruppo B possono variare in base alla tipologia specifica di vitamina B mancante. Cause della carenza di vitamina B La carenza di vitamina B è spesso dovuta a un’alimentazione errata, ma le cause possono essere molteplici. Le persone anziane, chi segue una dieta vegana e le persone affette da celiachia sono i soggetti che hanno maggiore possibilità di carenza di vitamine B. Vitamina B: dove si trova negli alimenti? Le vitamine B si trovano in una grande quantità di alimenti sia di origine vegetale che animale. Ciascuna vitamina del gruppo B è presente in maggior quantità in certi alimenti specifici, per cui è bene informarsi specificatamente per ogni singola vitamina. Quando assumere le vitamine del gruppo B Le vitamine del gruppo B devono essere assunte tutti i giorni grazie a una corretta alimentazione. Tuttavia, in periodi di stanchezza e stress, è possibile integrare le vitamine B attraverso appositi integratori per rispondere all’aumentato fabbisogno. Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.

Aceto di mele

L’aceto che e’ consigliabile usare e’ l’aceto di mele. Esso deriva dal sidro o dal mosto di mela e contiene acido malico, anziché acido acetico. L’acido malico agevola i processi digestivi, aiuta la circolazione e protegge i vasi sanguigni, regolarizza il ciclo mestruale, e’ fonte di potassio. L’aceto di mele può supportare la perdita di peso, ma non è una soluzione miracolosa. Aiuta a ridurre l’appetito, aumentare la sazietà e stabilizzare la glicemia grazie all’acido acetico. Si consiglia di assumerne 1-2 cucchiai diluiti in un bicchiere d’acqua prima dei pasti, inserendolo in un contesto di dieta equilibrata ed esercizio fisico. Benefici e Meccanismi: Consigli per l’uso: L’aceto fa male al fegato? No, l’aceto (specialmente quello di mele) non fa male al fegato; al contrario, se consumato con moderazione, può favorire la disintossicazione epatica, aiutare la digestione e ridurre i trigliceridi. Aiuta a eliminare le tossine e contribuisce alla salute metabolica, integrandosi bene nella dieta mediterranea.  Benefici e consigli sull’uso dell’aceto per il fegato: L’aceto alza la pressione sanguigna No, l’aceto (sia di vino che di mele) solitamente non fa alzare la pressione, anzi, può contribuire a abbassarla. L’acido acetico contenuto nell’aceto aiuta a ridurre la pressione sanguigna dilatando i vasi sanguigni e agendo sulla renina, un enzima che regola la pressione.  Punti chiave sull’aceto e la pressione: Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.

La Fabbrica dell’Oro Dolce

Il Viaggio Segreto del Nettare nell’Ape Ti sei mai chiesto cosa succeda davvero all’interno di un’ape mentre vola di fiore in fiore? Non è solo un trasporto: è una vera e propria trasformazione alchemica. Quella che vediamo ronzare nel giardino è una complessa bio-macchina capace di convertire il semplice zucchero dei fiori in un super-alimento millenario: il miele.  ​1. Il Prelievo: La Proboscide  ​Tutto inizia con la proboscide, una sorta di “cannuccia” ultra-sensibile. L’ape la immerge nel calice del fiore per aspirare il nettare. Attraverso l’esofago, il liquido scivola velocemente verso l’interno, attraversando il torace, la zona dove si trovano i potenti muscoli alari. ​2. Lo Stoccaggio: Il Sacco Mielario (La “Borsa della Spesa”)  ​Il nettare non finisce subito nello stomaco vero e proprio. Viene accumulato nel sacco mielario (o ingluvie). Questo organo è incredibile: può espandersi fino a contenere quasi l’equivalente del peso dell’ape stessa! Qui il nettare viene isolato dal resto del sistema digerente grazie al proventricolo, una valvola che decide quanto nettare far passare verso lo stomaco per nutrire l’ape e quanto tenerne per l’alveare. ​3. La Magia Chimica: Enzimi in Azione  ​Mentre l’ape torna verso casa, inizia la trasformazione. Dalle ghiandole ipofaringee vengono aggiunti enzimi fondamentali: ​Invertasi: Spezza il saccarosio (zucchero complesso) in glucosio e fruttosio (zuccheri semplici). ​Glucosio Ossidasi: Produce piccole quantità di perossido di idrogeno, che protegge il miele dai batteri.  ​4. Nutrizione e Scarto  ​Sotto il sacco mielario troviamo il ventricolo (lo stomaco vero e proprio), dove avviene la digestione per il sostentamento dell’ape. I residui passano poi attraverso i tubuli malpighiani (i reni dell’ape) e l’intestino, fino al retto, dove l’acqua viene riassorbita per non sprecare preziose risorse idriche prima dell’espulsione finale dall’ano. ​Conclusione: Un Lavoro di Squadra  ​Una volta rientrata nell’alveare, l’ape rigurgiterà il nettare arricchito alle compagne. Attraverso un processo di passaggi bocca-a-bocca (trofallassi) e una ventilazione costante con le ali per far evaporare l’acqua, quel nettare diventerà finalmente il miele denso e dorato che conosciamo. ​Curiosità: Per produrre un solo chilo di miele, le api devono visitare circa 4 milioni di fiori e percorrere una distanza pari a quattro volte il giro della Terra!  Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.Grazie

Ritmo circadiano per la salute

Il ritmo circadiano è l’orologio biologico interno di circa 24 ore che regola le funzioni fisiologiche, tra cui il sonno, la temperatura corporea, gli ormoni e il metabolismo. Controllato dal nucleo soprachiasmatico nell’ipotalamo, sincronizza l’organismo con il ciclo luce-buio. La melatonina favorisce il sonno notturno, mentre la luce stimola la veglia. Aspetti chiave del ritmo circadiano: Il ritmo circadiano regola le funzioni biologiche su un ciclo di 24 ore, influenzato da luce e buio. I picchi ormonali includono il cortisolo al mattino (sveglia) e la melatonina la sera (sonno). Ottimizzare gli orari migliora salute e prestazioni: attività fisica nel pomeriggio, pasti principali entro le 20-21, e sonno tra le 22-23. Orari Chiave del Ritmo Circadiano: Consigli per mantenere il ritmo: Una corretta gestione del ritmo circadiano è cruciale per la salute fisica e mentale, migliorando memoria e concentrazione.  Cara Amica/o spero ti siano di grande aiuto le nostre informazioni.Come tutte le Associazioni senza scopo di lucro abbiamo bisogno di aiuto per continuare sempre di più nella nostra opera di informazione indipendente e corretta. Per questo ti chiediamo un contributo economico per sostenerci.Puoi farlo tramite la nostra Carta n. 5375 4537 2282 2886 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGOppure con Bonifico BancarioIban IT05I0863112400000001046770 – Banca 360 Credito Cooperativo FVGCausale: Donazione pro Ulivita.Grazie