Ulivita

Oltre all’acidità — che misura la quantità di acidi grassi liberi e riflette lo stato di conservazione delle olive — la qualità dell’olio extravergine di oliva dipende da numerosi parametri chimici, sensoriali e produttivi.

Parametri chimici

1. Perossidi

Indicano il livello di ossidazione primaria dell’olio.
Valori bassi corrispondono a un olio più fresco, stabile e ben conservato.

2. Polifenoli

Sono antiossidanti naturali che influenzano:

  • la stabilità nel tempo;
  • le sensazioni di amaro e piccante;
  • le proprietà salutistiche dell’olio.

Maggiore è il contenuto di polifenoli, maggiore è la resistenza all’ossidazione e più elevato il valore nutrizionale.

3. Indici K232 e K270

Servono a valutare lo stato ossidativo complessivo.

K232 riflette l’ossidazione primaria ed è influenzato da:

  • freschezza e qualità delle olive;
  • eventuali danneggiamenti meccanici;
  • tempi lunghi tra raccolta e molitura;
  • esposizione dell’olio a luce, calore o ossigeno;
  • fattori chimici legati alla naturale degradazione dei composti.

K270 indica l’ossidazione secondaria e aumenta in caso di:

  • cattiva conservazione (aria, luce, temperature alte);
  • olive troppo mature o danneggiate;
  • processi di raffinazione o miscelazioni non conformi;
  • fenomeni di degradazione avanzata.

Parametri sensoriali (panel test)

Il panel test valuta le caratteristiche organolettiche dell’olio, indispensabili per certificarlo come extravergine.

  • Fruttato: aroma tipico dell’oliva sana e fresca.
  • Amaro: legato ai polifenoli; positivo se armonico.
  • Piccante: pizzicore in gola, anch’esso indice di ricchezza in polifenoli.
  • Assenza di difetti: niente sentori di muffa, rancido, riscaldo, avvinato, morchia ecc.
    Solo un olio senza difetti può essere classificato come extravergine.

Aspetti agronomici e produttivi

1. Cultivar

Ogni varietà ha un profilo aromatico e compositivo diverso.

2. Raccolta

Le migliori olive sono sane e non eccessivamente mature.
Una raccolta precoce aumenta la presenza di polifenoli e la qualità finale.

3. Lavorazione

  • tempi rapidissimi tra raccolta e frangitura;
  • sistemi di estrazione adeguati;
  • impianti sempre puliti per evitare contaminazioni.

4. Conservazione

  • contenitori in acciaio inox o vetro scuro;
  • ambiente fresco, lontano da luce, aria e calore.

In conclusione, la qualità dell’olio extravergine non si giudica solo dall’acidità, ma da un insieme complesso di fattori.
Un vero extravergine di qualità è fresco, fruttato, equilibrato, ricco di polifenoli e privo di difetti.

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