L’amido resistente è un tipo di amido che resiste alla digestione nell’intestino tenue, arrivando quasi intatto nel colon, dove diventa cibo per i nostri batteri buoni.
Cos’è l’amido resistente
L’amido resistente, noto anche come RS – Resistant Starch, è una particolare forma di amido che, a differenza dell’amido “classico”, non viene digerito nel primo tratto dell’intestino, quello tenue. Il nostro organismo infatti possiede enzimi capaci di scomporre l’amido in zuccheri semplici, ma non riesce a fare la stessa cosa con strutture più complesse e compatte. Queste strutture resistono quindi alla digestione e arrivano intatte nel colon, dove vengono fermentate dalla flora batterica intestinale.
Proprio per questo motivo, l’amido resistente viene considerato una fibra alimentare funzionale, in grado di influenzare positivamente la salute dell’intestino e, di conseguenza, il metabolismo.
Esistono diverse tipologie di amido resistente, classificate in base alla loro struttura e origine. L’RS1 è fisicamente protetto da pareti cellulari, come accade nei semi e nei cereali integrali non macinati, mentre l’RS2 ha una struttura cristallina compatta e l’RS3, forse il più noto, è un amido resistente che si forma quando un alimento amidaceo viene cotto e poi raffreddato, come avviene per le patate lessate lasciate in frigo o del riso dell’insalata di riso. Infine c’è l’RS4, che deriva da processi di modifica industriale per ottenere alimenti funzionali.
Come agisce l’amido resistente
L’amido resistente svolge un ruolo interessante nel nostro organismo, perché si comporta in parte come un carboidrato e in parte come una fibra fermentabile. Quando arriva indigerito nel colon, diventa nutrimento per la flora batterica intestinale: il processo di fermentazione da parte dei batteri benefici, come Bifidobacterium e Lactobacillus, porta alla produzione di acidi grassi a catena corta (SCFA), come il butirrato, una sostanza nota per i suoi effetti positivi. Il butirrato nutre direttamente le cellule dell’intestino crasso (contribuendo a mantenere in buona salute la mucosa intestinale, a rafforzare la barriera contro agenti patogeni e a ridurre i livelli di infiammazione.
Oltre ai benefici intestinali, l’amido resistente ha effetti sistemici perché, rallentando la velocità di digestione e assorbimento degli zuccheri, può aiutare a ridurre i picchi glicemici post-prandiali, con benefici non solo per chi ha problemi di glicemia o insulino-resistenza, ma anche per chi vuole evitare bruschi cali di energia dopo i pasti.
Un altro aspetto interessante riguarda il senso di sazietà. L’amido resistente stimola infatti la produzione di ormoni intestinali coinvolti nella regolazione dell’appetito, aiutando a sentirsi più sazi più a lungo. Inoltre, apportando meno calorie rispetto all’amido digeribile, può essere un alleato nelle strategie per il controllo del peso corporeo.
by Selenella

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